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L’INDOLENZIMENTO MUSCOLARE è un valido segnale di un allenamento efficace?
Friday, Nov 03, 2017
L’INDOLENZIMENTO MUSCOLARE è un valido segnale di un allenamento efficace?

IL LEGGENDARIO BODYBUILDER ARNOLD SCHWARZENEGGER NEL SUO PRIMO FILM DI SUCCESSO “UN AUTENTICO CAMPIONE” (“STAY HUNGRY”) DISSE: “DEVE BRUCIARE PER fare CRESCERE”.

Recenti studi di biochimica mostrano che il danno muscolare è un elemento fondamentale per la crescita muscolare. Spingere i muscoli a cedimento è la maniera più efficace per aumentarne il volume e arrecare il danno alle fibre. Bloccare l’infiammazione con farmaci antiinfiammatori non steroidei (per esempio, l’ibuprofene) interferisce con la sintesi proteica. Brad Schoenfeld e Bret Contreras si sono posti la domanda se l’indolenzimento muscolare sia un valido parametro degli adattamenti muscolari. Non tutti i muscoli raggiungono lo stesso grado d’indolenzimento post-allenamento. Un eccessivo danno muscolare può innescare la rabdomiolisi, potenzialmente mortale. L’indolenzimento postallenamento è un’indicazione generale del danno muscolare che comporta la crescita muscolare, ma non è particolarmente precisa. L’allenamento ideale deve superare il test di Riccioli d’oro: né troppo grosso né troppo piccolo, deve essere appunto della misura giusta.
(Strength and Conditioning Journal, 35(5): 16-20, 2013)

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